"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

sabato 21 ottobre 2017

L'incipit più bello del mondo


Ci sono molti modi per iniziare una storia. Ma qual è l'incipit più bello del mondo?

Nel corso degli anni sono state fatte varie classifiche. 

Secondo l'American book review, ad esempio, i tre incipit più belli del mondo sono questi:

1. "Chiamatemi Ismaele" 
("Moby Dick", Herman Melville)

2. "È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo fornito di un buon patrimonio debba sentire il bisogno di ammogliarsi."
("Orgoglio e pregiudizio", Jane Austen)

3. Un grido s’avvicina, attraversando il cielo. 
("L’arcobaleno della gravità"Thomas Pynchon)

Niente male, vero?

Eppure, per quanto belli, nessuno mi fa emozionare come il mio incipit preferito.

Siete curiosi si sapere qual è? Ve lo rivelo subito: l'incipit di Biancaneve.

"Ma come? Questa compara l'incipit dei capolavori della letteratura con l'incipit di una semplice... fiaba??" Vi chiederete.

Sì. Certo che sì! Per me le fiabe sono dei capolavori, delle opere d'arte elaborate dalla coscienza collettiva dell'umanità, nel corso dei secoli. Tramandate di bocca in bocca, perfezionate per diventare sempre più universali. Quando poi approdano alla forma scritta grazie a scrittori del calibro dei fratelli Grimmm... be', il risultato è questo:
Una volta, in inverno inoltrato, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E, mentre cuciva e alzava gli occhi per guardare la neve, si punse un dito e tre gocce di sangue caddero nella neve. Il rosso era così bello su quel candore, che ella pensò fra sé: "Avessi un bambino bianco come la neve, rosso come il sangue e nero come il legno della finestra! ." Poco tempo dopo, diede alla luce una bimba bianca come la neve, rossa come il sangue e con i capelli neri come l'ebano; e, per questo, la chiamarono Biancaneve. 

Traduzione tratta da Grimmstories.com

Non è una meraviglia?

Rosso, come il sangue che dona la vita; nero, come la morte; bianco, come l'innocenza della nuova creatura che verrà al mondo, in questo intreccio di vita e di morte.
Tutto il significato dell'esistenza, racchiuso in poche righe.



Voi cosa ne pensate? Qual è il vostro incipit preferito?

sabato 14 ottobre 2017

Una fiaba in tasca

Amo le fiabe. Sono cresciuta con una sete di fiabe insaziabile, irrefrenabile: nessuno me le raccontava in famiglia, ma mi gustavo quelle ascoltate dalle cassettine (non esistevano ancora i CD) o quelle narrate dalle maestre dell'asilo.

Ho sempre trovato l'asilo noiosissimo, ma tra i pochi momenti interessanti ricordo il racconto della fiaba di Pollicino.

Quando sono diventata mamma, una delle cose che pregustavo con più piacere era condividere le fiabe con le mie bimbe. E finalmente è giunto il momento!

Recentemente ho scoperto una bellissima collana di fiabe, di nome "Una fiaba in tasca". È molto economica e, come dice la parola stessa, tascabile. Sono libriccini piccoli piccoli, che racchiudono dei veri gioiellini. Raccolgono fiabe classiche, narrate da diversi autori e arricchite da stupendi disegni. Le mie preferite sono quelle scritte da Roberto Piumini, autore che adoro!


Le preferite di Irene, al momento, sono "La volpe e l'uva" e "L'omino di pan di zenzero". Che gioia leggerle insieme!

lunedì 2 ottobre 2017

10 motivi per amare il generale Li Shang (Mulan)


Quando ho rivisto Mulan da grande, con le mie bimbe, ho realizzato un particolare che mi era sfuggito da ragazzina.

Quale? Be'... la figaggine del protagonista maschile, Li Shang!

E siccome (nonostante i miei trentaepassa anni) non ho ancora smesso di innamorarmi dei personaggi immaginari, ecco i 10 MOTIVI PER AMARE IL GENERALE LI SHANG.

1. Anche se è un fusto, non è il classico tipo "tutto muscoli e niente cervello". Al contrario, è molto riflessivo e ponderato.

2. Anche se è un figlio d'arte, si fa il mazzo per guadagnarsi la pagnotta.

3. Canta come un Dio.

4. Cattura i pesci a mani nude.

5. È un ottimo leader.

6. Nonostante sia ligio al dovere, capisce quando diventa necessario infrangere le regole (come quando risparmia la vita di Mulan).

7. Riconosce i suoi errori.

8. È un asso nelle arti marziali.

9. È sexy.

10. Sta mezzo nudo per gran parte del cartone!! :-P

PS: per sapere le ultime news del live action di Mulan, clicca qui: I 5 misteri del live action di Mulan.

sabato 30 settembre 2017

Perché la Pimpa piace ancora ai bambini?

Perché la Pimpa piace ancora ai bambini?

Se avete figli che guardano il cartone, risponderete: "Perché è la Pimpa, ecco perché!" riprendendo le parole della sigla.

In effetti la Pimpa ha un nome e un design che affascinano subito i bimbi. 

Pimpa: un suono breve, simpatico, che può essere pronunciato anche dai più piccoli.

È disegnata in modo semplice (ma non "tagliato con l'accetta" come Peppa Pig), morbido e dolce. È bianca a pallini rossi. Ha una linguetta che penzola sbarazzina dalla bocca. Insomma, il top del top per i bambini.

Ma non solo. Il suo successo è dato anche dalle storie.

Letti con gli occhi di adulto, i racconti della Pimpa sembrano scritti da qualcuno che si è appena fatto un'abbuffata di funghetti allucinogeni.

Trame bizzarre, surreali fino all'inverosimile.

Ma, per fortuna, i bimbi non hanno i filtri mentali dei grandi.

La forza della Pimpa è che prende elementi della vita di tutti i giorni - una mela, un cappello, un ragno - e li trasporta in un mondo avventure immaginifiche. 
Ecco che la mela caduta dall'albero prende in prestito le ali dal canarino, così può tornare sul suo ramo; il cappello portato via dal vento vola fino in Africa, dove la Pimpa lo raggiunge a bordo di una nuvola; il ragno Peppino tesse i gomitoli colorati per confezionare la nuova giacca dell'Armando.

Il bambino riconosce gli oggetti del suo quotidiano, ma nel contempo soddisfa la sua sete di atmosfere fantasiose e fiabesche.


E anch'io, ogni volta che prendiamo un libro della Pimpa in biblioteca, sono proprio curiosa di scoprire con Irene in quale stramba avventura si è cimentata stavolta la nostra eroina.

lunedì 25 settembre 2017

Cosa guardano i nostri figli: Regal Academy

Cosa succede se mescoliamo "Once upon a time" ed "Harry Potter" senza un preciso senso logico?

Succede che viene fuori "Regal Academy", cartone made in Italy trasmesso su Rai YoYo.

L'ideatore è Iginio Straffi. Vi dice qualcosa? È noto per aver creato quel "capolavoro" (ahahah) dell'animazione chiamato "Winx Club".

Se già le Winx non brillavano per originalità, essendo il tarocco delle "W.I.T.C.H.", Regal Academy non è da meno.

Regal Academy sfrutta l'onda della recente riscoperta delle fiabe in chiave moderna (un movimento che parte da Shrek, passando per i live action Disney e approdando a "Once upon a time"), coniugata col sempreverde Harry Potter.
E, a volerla dire tutta, negli scettri magici che brandiscono i protagonisti c'è pure lo zampino di Sailor Moon.

Ma di cosa parla Regal Academy?
Dei discendenti di Cenerentola, Biancaneve, Rapunzel, Il principe ranocchio ecc. che frequentano un'accademia di magia.

Se la storia non è il massimo dell'innovazione, i disegni come sono?
Devo ammettere che il character design non è male. I personaggi sono piacevoli, così come i costumi e gli animali mitologici e fiabeschi che popolano la Regal Academy.

La qualità dell'animazione, però, è molto scadente. I movimenti sono legnosi e stilizzati.

Il parere di Irene: 

A Irene piace la sigla e si esalta quando vede i draghi. Ma a parte questo, il nulla. Quando non compaiono più i draghi, comincia a chiedere un "atto attone" (altro cartone). Ma del resto ha solo 3 anni, è troppo piccola per questo genere di storia.

Il mio parere:

Non potrete credere a quanto state per leggere.
Perché, a dispetto delle premesse, Regal Academy mi piace.
TA-DAAAN! colpo di scena!
Certo, non non è tra le cose che preferisco vedere, ma se mi imbatto in una puntata in TV la guardo.
Questo perché sono una romanticona senza speranza, quindi gli intrighi amorosi tra i personaggi catturano la mia attenzione.
E poi la protagonista, Rose, mi sta simpatica. All'inizio mi irritava, ma col tempo ho finito per apprezzarne l'ingenua demenzialitá.

Iginio Staffi stavolta si è impegnato un pelo di più ed è riuscito a confezionare un prodotto un po' meno superficiale delle Winx.

Continua così Igino, ce la puoi fare a creare cartoni decenti!

lunedì 18 settembre 2017

Gatto Martino - una storia vera

Oggi vi racconterò la storia del gatto Martino, che sembra una fiaba ma invece è avvenuta realmente!


Martino era il gatto dei genitori di Paolino, che vivono in Veneto. Era il tipico micio furbo e sornione, praticamente irresistibile!

Memorabile è rimasto il giorno in cui il fratello di Paolo guardò un video sul cellulare di un suo amico: mostrava un gatto che tuffava la zampina nel latte, per poi leccarla golosamente.
"Ma questo è il mio gatto!" disse.
E l'amico: "Ma no, è il mio gatto! Viene tutte le mattine a fare colazione da noi!"
E così scoprirono che Martino faceva regolarmente il giro del vicinato per pranzetti extra...

Ma la sera tornava sempre nella sua confortevole cuccia. Fino a che un giorno, quando ormai stava diventando vecchietto, Martino sparì. Lo cercarono dappertutto, ma invano. Non era mai stato via così tanto, probabilmente si era perso...

Dopo diversi mesi, la mamma di Paolo fece un bel sogno, in cui percepiva che Martino stava bene e che viveva in una strada vicino alla loro abitazione. Una volta sveglia, inforcò la bici,  raggiunse quella via... e appisolato su un giardino vide Martino, che le saltò subito in braccio facendo fusa a tutto spiano! Era molto deperito, nonostante le cure della famiglia che l'aveva accolto: in quei mesi gli era passato l'appetito. Ma quando la padroncina lo riportò finalmente a casa fece una super scorpacciata di pappa!
Da quel giorno non si perse più e trascorse tutto il resto della sua vita gattesca nella confortevole casetta dei genitori di Paolo.

Post Scriptum:

Pensate, io e Paolino andiamo in Veneto molto raramente, ormai: di solito 3-4 volte all'anno. Eppure, nel novembre 2012, siamo riusciti ad andare nel momento giusto per dargli l'ultimo saluto. Il giorno dopo la nostra visita, infatti, abbiamo saputo che gatto Martino ci ha lasciati alla ragguardevole età di 16 anni. Erano giorni che non miagolava, ma quando Paolo l'ha accarezzato ha esclamato "MIAO!" con tutte le sue forze.
Caro Martino, ti salutiamo con tanto affetto. Ricorderemo per sempre la tua simpatia!

lunedì 11 settembre 2017

Fiave brevi: il sacro graal

Fiabe brevi, storie da leggere in pochi minuti per farvi volare sulle ali della fantasia!

Oggi vi racconterò…

Il sacro graal



C’era una volta un giovane che amava le avventure e la vita all’aria aperta, così decise di arruolarsi alla corte di re Artù. Non cercava fama e ricchezza, ma solo una vita ricca di avvenimenti.

A quel tempo tutti i paladini del re avevano lo scopo di trovare il Sacro Graal. Così il cavaliere partì alla ricerca del prezioso manufatto.

Si inoltrò in un bosco nero come la pece, in cui si aggiravano pipistrelli grandi come aquile. Ma il nostro eroe amava gli animali insoliti, così lo attraversò senza paura.

Fu invitato a combattere con un gigante a due teste. Ma il nostro eroe amava le sfide, e senza timore lo sconfisse.

Infine, fu ospitato nel castello di una bellissima fata, che gli offrì ogni sorta di ricchezza se avesse accettato di rimanere per sempre con lei. Ma al nostro eroe non interessavano i beni materiali, così rifiutò.

«Messere, avete superato tutte le sfide, laddove gli altri hanno fallito. Come ricompensa, ecco a voi il Sacro Graal» disse la fata.

Davanti agli occhi del cavaliere comparve un vassoio d’argento con sopra la mitica coppa di cristallo.

«Madama, grazie per il pensiero. Ma se porto al re il Sacro Graal le mie avventure finiranno qui, e non avrò più scuse per far finanziare ad Artù i miei viaggi avventurosi. Dunque farò finta di non aver mai visto questo tesoro».

E, davanti agli occhi esterrefatti della fata, il cavaliere se ne andò. Nessuno da allora vide più il Sacro Graal.


La proprietà del racconto è di colorarelavita.blogspot.it

lunedì 4 settembre 2017

Fiabe brevi: La principessa e la rosa

Fiabe brevi, storie da leggere in pochi minuti per farvi volare sulle ali della fantasia!
Oggi vi racconterò…

La principessa e la rosa


C’era una volta una graziosa principessa che promise la sua mano a chi le avesse presentato il dono più bello.

Arrivò il ricco Re del Mare, col mantello trapuntato di perle. Le offrì una collana di rosso corallo.

Arrivò il fastoso Re della Montagna, col mantello ricamato d’argento. Le offrì un anello di oro giallo.

Infine, arrivò il Re della Campagna, che non era molto ricco e in verità si presentò piuttosto male in arnese. Aveva un mantello di cotone grezzo e come dono le offrì una rosa.

«Che regalo banale! Le rose si trovano dappertutto, mentre questa collana è unica: proviene dalla barriera corallina governata da me» disse il Re del Mare.

«Anche questo anello è unico e prezioso – rincarò il Re della Montagna – viene dalla miniera d’oro amministrata da me».

«Principessa, anche questa rosa è unica – spiegò il Re della Campagna – è la Rosa delle Storie. Ogni petalo che verrà sfogliato dalle vostre mani corrisponderà a una storia che io vi narrerò. Draghi, fate, folletti, unicorni e streghe: tutto racchiuso in questa rosa».

«Invero è un regalo interessante – notò la Principessa – eppure ha qualcosa di meno rispetto agli altri doni. L’oro e il corallo durano per sempre, mentre questa rosa tra poco appassirà e io rimarrò senza le sue storie».

«Mia principessa, vi posso assicurare che non è così – la rassicurò il pretendente campagnolo – questa rosa è così bella e profumata da essere stata impollinata da tutte le api del mio regno. Quando appassirà andrò a cogliere le rose nate dai suoi semi e ogni rosa avrà nuovi petali di storie. Le nuove rose daranno vita ad altri fiori magici e così di seguito, per sempre. E la mia voce non si stancherà mai di narrarvi le storie più fantastiche».

Con queste parole convinse la sua bella. Dopo pochi mesi di sposarono e nel loro matrimonio non mancarono mai le storie, né le rose.


La proprietà del racconto è di colorarelavita.blogspot.it

martedì 29 agosto 2017

I 5 misteri del live action di Mulan

Mulan è uno dei live action più attesi al mondo. E allora perché la data di uscita continua a slittare?
Inizialmente era prevista per novembre 2018, ora addirittura per il 2020!


L'unica cosa che sappiamo è il nome della regista: Niki Caro, già nota per "La ragazza delle balene". In un primo momento i produttori della Disney avrebbero voluto che dietro la macchina da presa ci fosse Ang Lee, ma quest'ultimo ha rifiutato a causa di altri impegni.

Niki Caro ha dichiarato che sarà un film muscolare, incentrato sulle arti marziali e ispirato al cinema storico di Ridley Scott.
Ma per il resto non sappiamo... NIENTE!

Ecco i 5 misteri che ruotano intorno a questo film:

- Il cast sarà cinese?
Non interamente, ma a quanto pare gli attori principali saranno tutti asiatici.

- Chi reciterà nel ruolo di Mulan?
Non si sa. La favorita dei fans è Jamie Chung, che interpreta Mulan in "Once upon a time".

- Vedremo recitare ladoppiatrice originale di Mulan?
Forse. Sappiamo che è in trattativa per un ruolo secondario o un cameo.

- Ci saranno le canzoni?
Non si sa. In un primo tempo Niki Caro aveva detto NO, poi FORSE. Speriamo!!

- È vero che il personaggio di Shang Lee non sarà presente?
Purtroppo nel documento che riporta la ricerca casting non compare! Al suo posto è menzionato un certo Chen Honghui (???).

Il punto della situazione è questo, ma non appena usciranno nuove notizie non mancherò di farvelo sapere. Mettete "mi piace" alla pagina Facebook per essere sempre aggiornati!

domenica 18 giugno 2017

Pirati dei Caraibi 5: non delude le (mie) aspettative

Mi pregio (?) di aver visto al cinema tutti i film della saga dei Pirati dei Caraibi. Certo, il primo è il più bello, però mi son piaciuti tutti. Anche il quarto, inviso dai più... io l'ho apprezzato, e molto! Adoro le ambientazioni, le maledizioni, le sirene, i tesori, le streghe del mare, i personaggi caricaturali.
Perciò quando lo scorso fine settimana sono scesi a trovarci i suoceri ho colto l'occasione e al balzo e sono andata a vedere il 5 (La maledizione di Salazar) con Paolino!
Partivo prevenuta, viste le recensioni poco incoraggianti lette in giro. E invece...! Mi è piaciuto tantissimo!! È vero, la formula è sempre la stessa (una maledizione da sconfiggere, un nuovo nemico rancoroso ecc), ma i nuovi, bellissimi personaggi, e in generale la verve della storia, mi hanno regalato un paio di ore di intrattenimento puro! Sono uscita dal cinema molto soddisfatta!
Il mio commento su Facebook sintetizza tutto... ve lo lascio!

"Ho visto al cinema Pirati dei Caraibi 5.

Battutine idiote, uso sconsiderato della computer grafica, riferimenti storici che non c'entrano una mazza, luoghi comuni sui luoghi comuni dei pirati, storiella d'amore scontata, personaggi kitsch.
Insomma, mi è piaciuto moltissimo 😍😍😍

(davvero, eh, non sto scherzando. A me sta tamarrata di saga è sempre piaciuta una cifra ❤)

Ps. Orlando Bloom, nei due fotogrammi in cui appare, è di una gnoccaggine illegale".


lunedì 5 giugno 2017

Riscoprire i film Disney da adulti

Se seguite il mio blog da tempo, conoscete la mia passione per anime e manga. Invece, dall'adolescenza in poi, ho messo da parte la passione che avevo da piccolina per i cartoni Disney. Col passare dei anni, avevo maturato un'antipatia per quelle storie tristissime (es. Dumbo e Bambi), che spesso snaturavano i capolavori a cui erano ispirati (es. La Sirenetta, Hercules).
Ma grazie a Irene, che ora ha tre anni, ho ricominciato a interessarmi alla Disney.
Certo, su alcuni lavori della Disney sono ancora critica, ma molti altri li ho rivalutati alla grande!!
Due in particolare mi hanno rapita: Mulan e Aladdin. Non me li ricordavo così belli... e dire che all'epoca li avevo visti al cinema!
Di Mulan amo la protagonista, tenera e tosta allo stesso tempo; l'ambientazione, le canzoni (soprattutto "Farò di te un uomo", che non mi stanco mai di riscoltare) e... sì, lo ammetto: mi sono presa una sbandata per quel fusto di Li Shang!
Aladdin mi ha incantata col la colonna sonora e la bellezza della storia d'amore tra i protagonisti.
Quello che ama Irene dei cartoni Disney, invece, è la Magia. La Magia di Merlino, della Bestia che ritorna principe, dei capelli di Rapunzel che risplendono... e così, quando nel suo piccolo mondo vede qualcosa di particolarmente incantevole, come i petali di un soffione che volano al vento, tutta contenta esclama: "La Magia!!".
Perché il mondo è magico, se lo si guarda con gli occhi giusti!


mercoledì 31 maggio 2017

Linda

Il nome della mia secondogenita è Linda. Ecco come l'abbiamo scelto.

Il motivo principale è la bellezza del suono. Linda ha un suono allegro e melodioso: salterella sul palato che è un piacere. È breve, non facilmente storpiabile e non è tra i nomi più diffusi del momento.

Per quanto riguarda il significato, si tratta di un nome di origine germanica.
È l'abbreviazione di nomi come Teodolinda, Belinda, Rosalinda. A seconda dei nomi di partenza, può derivare da Linde (tenera), Lind (drago), Lint (tiglio).
Inoltre, in spagnolo corrente, significa "graziosa".

Un'altra ragione per cui amo questo nome è la canzone "Balla Linda" del grande Battisti, che adoro.

Ultima curiosità: il nome divenne popolare in Italia grazie all'opera "Linda di Chamounix" di Donizetti, che debuttò a Vienna nel 1842. Un'opera dove troviamo, al solito, amore, drammi, follia... ma per fortuna è a lieto fine!!


domenica 28 maggio 2017

Cucú! Rieccomi qui

Ciao a tutti, amici di Colorare la vita!
Eccomi qui per un saluto... in realtà è un esperimento, visto che sto provando a postare dal cellulare!
È da tanto che non scrivo, ma in questo periodo ho sempre pensato al mio caro blog e non ho mai avuto intenzione di chiuderlo.
Su Facebook sono in contatto con molte persone che ho conosciuto proprio grazie a Colorare la vita, inoltre mi scambio mail regolarmente con una cara ragazza (Stefi) che mi ha contattata proprio grazie al blog.
Insomma, una parte di me è ancora collegata a Colorare la vita, ma certo... se non pubblico i miei articoli non è la stessa cosa!
Ora che (forse) ho capito come postare da cellulare cercherò di tornare al blog.
Ma veniamo al motivo che mi ha tenuta per così tanto tempo lontana da questi lidi. Ebbene, dovete sapere che dieci mesi fa un'altra bimba si è aggiunta alla nostra famiglia! Irene ha avuto una sorellina! Siamo così felici!!
Certo, seguire due bimbe così piccole è un po' faticoso, manca il tempo per fare qualsuasi cosa! Ma ne vale la pena!
Per chi non mi segue su Facebook, nel prossimo post vi dirò il nome che abbiamo scelto per la nostra secondogenita!
Un bacio, amici!